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Dichiarazione di successione online: come funziona

Con la dichiarazione di successione online il cittadino contribuente che ha ereditato un determinato patrimonio non deve più recarsi necessariamente presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate. L’intero procedimento informatizzato consente infatti di svolgere la pratica online accedendo a un’apposita sezione disponibile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e attraverso uno specifico software che può essere scaricato in pochi semplici passi sul proprio computer gratuitamente. Usufruendo di questa nuova modalità di trasmissione della dichiarazione è possibile anche inviare in modo contestuale, sempre telematicamente:

  • La voltura catastale;
  • La trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari.

Tempi successione: in relazione alle tempistiche il modello predisposto deve essere inoltrato dagli eredi entro un anno dalla morte del congiunto. A partire dal 2019 la denuncia di successione online dovrà essere presentata obbligatoriamente solo online.

Abilitati alla procedura sono gli utenti in possesso delle credenziali o altri enti autorizzati.

Dichiarazione di successione online: i vantaggi

La scelta di introdurre la possibilità di compilare una dichiarazione di eredità online è dettata dal fatto che da questa derivano numerosi benefici. In particolare:

  • Il cittadino non deve più chiedere permessi al lavoro per recarsi fisicamente in Agenzia delle Entrate ma può scegliere il luogo e il momento a lui più conveniente per inviare il tutto;
  • Le code di attesa si riducono notevolmente;
  • Acquisire dichiarazioni di successione diventa molto più semplice.

Ecco che dunque fare la dichiarazione online è un modo per ottimizzare le tempistiche e permettere sia al cittadino sia agli uffici di gestire meglio tutte le pratiche.

Dichiarazione di successione online: costi

Per la successione ereditaria i costi sono stabiliti in base a un tariffario. Nello specifico occorre provvedere al pagamento della tassa di successione che viene calcolata dalla stessa Agenzia delle Entrate sul valore complessivo dell’eredità lasciata dal defunto. Il pagamento della tassa di successione va effettuato dopo la presentazione della dichiarazione.

Per i beni come case, terreni e fabbricati ereditati va aggiunto il pagamento delle imposte ipotecarie e catastali, le medesime che vengono pagate nel caso ad esempio della compravendita di un immobile.

Caf successione

Ai fini della presentazione della dichiarazione di successione di morte ci si può rivolgere a un caf il quale provvederà, al posto del cittadino interessato, a svolgere nel modo corretto tutte le pratiche relative all’eredità. Il caf, al quale viene pagata la prestazione, si impegna quindi a seguire il cliente passo dopo passo e aiutarlo quindi a presentare la dichiarazione e a pagare le tasse richieste secondo le scadenze previste e con semplicità.

Il caf è la soluzione ideale per chi vuole farsi assistere durante l’intera procedura. Gli operatori, dopo aver invitato la persona che ha ereditato il patrimonio a presentare alcuni documenti, inoltrano la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

Alcuni sono restii sul rivolgersi a un caf perché credono che potrebbero pagare un costo eccessivo. In realtà i caf chiedono al contribuente esclusivamente una piccola quota in cambio della prestazione effettuata.

Affidarsi a un caf significa avere minori preoccupazioni in quanto è proprio questo ufficio che si occupa di tutto sollevando il cittadino da ogni incombenza.

Successione notaio

La presenza del notaio nella compilazione della dichiarazione non è ritenuta indispensabile in quanto ha come unico scopo quello di far pagare le tasse agli eredi. Invece è fondamentale che nel momento in cui l’eredità verrà ripartita tra gli eredi ci sia appunto un notaio.

Il notaio è presente anche in caso di mancato testamento quando la ripartizione dell’eredità deve avvenire in base a specifiche norme di legge.

L’eredità si acquista con l’accettazione da parte degli eredi che si prescrive in 10 anni. L’accettazione può essere tacita o espressa.

Il testamento

Quando si parla di successione assume particolare rilevanza il testamento. Se esiste un testamento olografo lasciato dal defunto gli eredi dovranno provvedere a consegnarlo a un notaio il quale provvederà alla pubblicazione.

Se si ritiene che il defunto abbia lasciato un testamento pubblico ma non si conosce il nome del notaio che si è occupato della pratica, i prossimi congiunti e gli interessati potranno presentare un’apposita richiesta, congiuntamente al certificato di morte, al Consiglio Distrettuale Notarile che a sua volta inoltrerà la stessa a tutti i notai presenti nel distretto.

Dichiarazione di successione online: quando non farla

A volte la dichiarazione non deve essere presentata obbligatoriamente. Se infatti gli eredi sono il coniuge o i figli e l’asse ereditario non va oltre i 100.000 euro non occorre procedere alla presentazione della dichiarazione di successione.

Tuttavia è condizione necessaria che nell’eredità non siano presenti case o altri beni immobili. Un’ altra ipotesi in cui la dichiarazione di successione non va presentata è quando tutti gli eredi rinunciano all’eredità.

Guida dichiarazione successione Agenzia Entrate

Chi deve presentare la dichiarazione di successione online può certamente visitare il sito dell’Agenzia delle Entrate dove è possibile leggere una guida che spiega come procedere. Qualora si abbiano ancora dubbi si possono contattare gli uffici dell’Agenzia e chiedere delucidazioni in merito.

Importante è sapere che la compilazione della dichiarazione e il pagamento delle relative tasse devono essere fatti nel pieno rispetto della legge poiché commettere anche solo un errore durante la procedura potrebbe comportare conseguenze legali non indifferenti.

All’interno della pagina guida viene spiegato:

  • Come scaricare il software necessario;
  • Come utilizzare il software scaricato;
  • I soggetti abilitati alla presentazione della dichiarazione di successione;
  • Come e quando va presentata la dichiarazione;
  • Come versare le imposte;
  • Informazioni sulla tutela dei dati personali.

Il software è compatibile con i sistemi operativi:

  • Windows 8, Windows 7, Windows Vista e Windows XP;
  • Linux (garantito sulle distribuzioni Ubuntu, Fedora e Red-hat 9)
  • Mac OS X 10.7.3 e superiori.

Con la guida dell’Agenzia delle Entrate, che è davvero molto dettagliata e ben fatta, si può quindi fare la dichiarazione di successione online attraverso il relativo software comodamente da casa. La necessità di essere assistiti da un caf o di procedere mediante altri enti autorizzati subentra nel momento in cui il cittadino interessato sia privo di una connessione internet o non sia comunque in grado di procedere in totale autonomia.

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Catasto Urbano

Differenza tra visura catastale e visura ipotecaria

Visura catastale e ipotecaria: qual’ è la differenza?

Con il termine “visura” si indicano una serie di indagini effettuate su un determinato immobile al fine di accertare dati tecnici o legali. Quando si parla di immobili, la visura può essere di due tipi: catastale e ipotecaria. Cerchiamo di capire la differenza che esiste tra queste due modalità di visura.

La visura catastale indica un particolare tipo di accertamento effettuato presso gli uffici del Catasto relativamente a terreni e fabbricati.

Tale visura è volta ad accertare i dati fiscali e le superfici catastali dell’immobile in oggetto che viene identificato da foglio, particella e subalterno del Comune in cui è ubicato.

Si tratta di un accertamento gratuito che può essere richiesto direttamente presso gli uffici dei comuni di pertinenza. La burocrazia è, purtroppo, complicata e fatta di file estenuanti che non sempre portano a risultati immediati.

E’ possibile perdere molto tempo per fare questa pratica catastale e, spesso, è meglio affidarla ad un tecnico che possa accelerare i meccanismi burocratici e consegnare una visura catastale in tempi accettabili. Puoi avere informazioni, semplicemente contattandoci

Visura catastale e ipotecaria: come farla

Come fare una visura catastale a Roma

E’ possibile recarsi presso l’ufficio del catasto del Comune interessato, con i dati relativi all’immobile e chiedere il rilascio di una visura catastale.
La visura catastale consente di conoscere il valore catastale dell’unità immobiliare ai fini del calcolo di imposte comunali come Imu e Tarsu. La visura catastale non è probante, ovvero, non consente di conoscere con certezza la reale proprietà dell’immobile oggetto dell’indagine.
La visura ipotecaria, invece, è un’indagine più approfondita che consente di avere una visione esatta della patrimonialità immobiliare di un privato o di una ditta e di conseguenza, risalire ad eventuali gravami sugli immobili di sua proprietà.

Dove fare una visura ipotecaria a Roma

La visura ipotecaria viene effettuata presso le Conservatorie dei Registri immobiliari ed è a pagamento. La visura ipotecaria consente di conoscere con certezza l’identità del proprietario dell’immobile e di sapere se su di esso gravano ipoteche, decreti ingiuntivi, citazioni ecc.
Per effettuare una visura ipotecaria bisogna recarsi presso la Conservatoria dei registri immobiliari del capoluogo di provincia di riferimento o affidare l’incarico ad un geometra competente.
Sia la visura catastale che quella ipotecaria possono rivelarsi molto utili quando si è in procinto di acquistare un immobile o un terreno, poiché, consentono di avere un quadro chiaro della situazione ed evitare brutte sorprese finali.

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Catasto Urbano

Rilievi topografici a Roma

Il termine topografia deriva dalle parole greche ‘topos’ che vuol dire luogo e ‘graphein’ che significa scrivere. La topografia, quindi, si configura come la scienza che studia gli strumenti e i metodi utilizzati per riprodurre una rappresentazione grafica di una parte della superficie terrestre.

rilievi topografici hanno l’obiettivo di rappresentare graficamente una determinata parte della Terra. Spesso, se si vuole acquistare un terreno edificabile a Roma, si devono eseguire una serie di accertamenti, come il rilievo topografico.

I rilievi topografici a Roma, come in qualunque altra località, servono per misurare la superficie terrestre in determinati punti.

Il campo topografico, invece, è la parte di superficie terrestre situata intorno ad un determinato punto al cui interno può essere considerato trascurabile l’errore di sfericità. Entro un determinato campo topografico, quindi, è possibile eseguire un rilievo planimetro con un margine di errore limitato che si calcola non vada ad influire in maniera sensibile sull’esito delle operazioni topografiche. In genere il raggio di un campo topografico può estendersi fino a 10 km quando le distanze vengono misurate con precisione 1/1.000.000 ( un millimetro su un chilometro). La maggior parte dei rilievi topografici vengono eseguiti con la precisione di 1/200.000 e con un raggio di circa 25 km. Nelle rilevazioni delle quote, invece, il raggio si restringe a poche centinaia di metri.

 

Qual’è lo scopo dei rilievi topografici a Roma?

Lo scopo finale delle rilevazioni topografiche è quello di calcolare approssimativamente la superficie effettiva della terra. Per effettuare questo calcolo si possono usare diversi metodi tra cui:

  • il calcolo della superficie ellissoidica
  • il calcolo della superficie dinamica teorica
  • il calcolo della superficie dinamica reale

Per esempio, per effettuare le rilevazioni topografiche a Roma ci si avvale di diversi strumenti come: i goniometri, le stazioni totali e il gps, strumenti che sono, ovviamente, in possesso del geometra di Roma.

Il termine goniometro deriva dalle parole greche ‘gonios’ che significa angolo e metron che significa misura. Il goniometro quindi è lo strumento che consente la misurazione degli angoli. La stazione totale, invece, serve per misurare a computer la distanza tra due punti attraverso il tempo impiegato da un’onda, che viene emessa dallo strumento, per percorrere il percorso tra due punti dati. Il gps, infine è molto utilizzato per la misura del differenziale.

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Catasto Urbano

Cosa sono le tabelle millesimali

Le tabelle millesimali sono le quote di proprietà presenti nel condominio, espresse attraverso il rapporto del valore di ogni unità presente nell’edificio e del valore dell’intera struttura.

Gli articoli 1118 e 1123 del Codice Civile stabiliscono che ogni condòmino ha il diritto e l’onore di contribuzione basato sul valore di ogni singolo piano o parte di piano. Inizialmente, le tabelle millesimali esprimevano il valore riguardo le singole proprietà immobiliari, con contenuto negoziale che doveva essere approvato da tutti i condomini. In seguito, con la sentenza 18.477 del 9 agosto 2014, la Corte di Cassazione stabilì che le tabelle millesimali non sono negozi di accertamento e servono esclusivamente a stabilire, in termini matematici, il rapporto dei diritti di ciascun condomino.

Confedilizia ha stilato un’interpretazione restrittiva nei confronti delle tabelle millesimali, che non devono essere modificate in base ai diritti di proprietà e di godimento di parti comuni, oppure, nel caso in cui ci siano accorti già stabiliti secondo un atto negoziale con maggioranza o minoranza ottenuta secondo unanimità, sarà impossibile modificare o recedere da tale accordo senza il consenso di tutti.

Una modifica interessante potrebbe essere ripartita nei confronti delle spese ordinarie. In alcuni casi, secondo l’art. 68 del Codice Civile, è possibile modificare la tabelle millesimali in caso di errore o in caso di modifiche riguardo le condizioni dell’edificio.

Come si redigono le tabelle millesimali?

Per quanto riguarda la redazione di tabelle millesimali è opportuno conoscere il volume degli immobilio la reale superficie della struttura, tenendo in considerazione le diverse caratteristiche estrinseche e intrinseche di ogni vano. La somma di ogni superficie viene messa in rapporto a mille, compilando così la tabella secondo diversi coefficienti. Tuttavia, ogni tabella non può prendere in considerazione il valore locativo dell’immobile, ma solo della superficie, poiché questi valori saranno utilizzati come coefficienti riduttivi.

Chi si occupa del calcolo di queste tabelle è sempre un tecnico, generalmente uno studio geometri, il quale verificherà ogni dato sulla base della Circolare Ministeriale LL.PP.4.12.64 N.9836. Per facilitare il proprio lavoro di calcolo, il Tecnico può utilizzare degli specifici programmi per computer.

Le tabelle millesimali vengono realizzate soprattutto per stabilire le spese ordinarie nel condominio, soprattutto per quanto riguarda scale e ascensore (qualora sia presente). Per calcolarle è necessario basarsi sul criterio stabilito dall’Art. 1124 del Codice Civile: se in un palazzo abbiamo 5 piani e due unità immobiliari per piano, al mese si spenderanno 1000 euro per la pulizia delle scale: 500 euro andranno suddivisi in base al valore degli immobili, mentre gli altri 500 andranno divisi per ogni singolo immobile.

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Catasto Urbano

Come aggiornare la Docfa, Documento Catasto Fabbricati a Roma

La nascita di nuovi immobili per costruzione urbana oppure per una modifica dello stato degli immobili urbani deve essere dichiarata in Catasto, qualora influisca sulla consistenza o sul classamento.

Questa dichiarazione viene denominata Docfa, Documento Catasto Fabbricati, che dovrà essere a carico degli intestatari di ogni immobile, presentando all’Agenzia un atto di aggiornamento stabilito da un professionista tecnico del settore, che potrà essere un geometra, un architetto, un ingegnere, dottori agronomi e forestali, periti edili o periti agrari. Qualora ci fossero possessori di immobili vittime della noncuranza dei titolari, possono richiedere una nuova costruzione.

Gli esperti possono utilizzare il software Docfa per compilare il modello di accertamento riguardo la proprietà immobiliare urbana, il quale dovrà contenere alcune informazioni importanti, ovvero dichiarazioni di accatastamento o di fabbricato urbano e depositare le planimetrie a Roma; denunce relative alle variazioni; denunce riguardo le unità costruite su area urbana. Infine, è possibile inviare tali documenti per via telematica, attraverso la piattaforma Sister, la quale garantirà l’abilitazione al servizio della presentazione dei documenti, oppure tramite un ufficio provinciale che si occupa del territorio, ove è possibile fissare appuntamenti anche online.

A questo punto, l’Azienda effettuerà tutti i controlli del caso, attivando possibili rettifiche. Per andare contro questo accertamento è possibile ricorrere alla Commissione tributaria provinciale del territorio. Grazie a questo sistema e in base alle regole in atto, potrete presentare le visure catastali a Roma, che dovranno essere aggiornate e in regola con il catasto del fabbricato interessato, con un versamento di imposte particolari catastali.

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Catasto Urbano Uncategorized

La riforma del catasto

Il 12 marzo 2014 è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la legge 23 riguardo la delega fiscale contenente linee guida per stilare la riforma del catasto. Rappresenta una novità attesa da numerosi proprietari d’immobili, la quale pone l’obiettivo di recuperare situazioni di sovrastima o sottostima sulle rendite catastali attuali, cercando di ottenere una perequazione fiscale nel settore immobiliare.

Tuttavia, i proprietari presentano alcuni dubbi e paure, poiché temono che possa essere un’ulteriore manovra per ottenere un aumento della pressione fiscale, incertezze non del tutto ingiustificate visti i diversi problemi riguardo le tassazioni su immobili nell’arco degli ultimi anni.

La riforma catastale dovrebbe essere identica per tutte le tipologie di immobili e potrebbe rappresentare una buona opportunità di ripresa per il nostro Paese, applicando questa delega in maniera intelligente cercando di pensare al futuro e non ai bisogni economici del momento.

La riforma potrebbe essere attuata tra cinque anni, accumunando tutti i dati catastali necessari al suo avvio, anche se grazie alle diverse strutture informatiche questi tempi potrebbero essere ridotti. Per rendere la riforma catastale più rapida si potrebbe pensare ad un’esecuzione graduale nel tempo, ovvero basata su degli step che consentiranno una maggiore precisione durante la fase d’impianto.

Oltre agli strumenti informatici e alla possibilità di attuare una modalità esecutiva graduale, è possibile adottare la realizzazione della riforma per stralci territoriali. Riassumendo, si potrà avere un’importante novità per le tipologie immobiliari speciali e ordinarie, basata sulla determinazione per ogni unità immobiliare sia per quanto riguarda il reddito annuale sia per quanto riguarda il valore patrimoniale.

In merito a quanto scritto sopra, bisogna considerare che la rendita catastale a Roma è minore e differente dal canone di locazione lordo, considerato il fatto che è al netto riguardo delle spese di manutenzione. Altra novità importante riguarda la differente denominazione riguardo la categoria dell’immobile.

I proprietari verranno coinvolti nella revisione delle rendite, vigilando attivamente sulle pratiche catastali di cui verranno a conoscenza.

Anche i Comuni potranno movimentarsi, soprattutto per rendere disponibile all’Agenzia delle Entrate tutti i dati d’informazione territoriale da loro posseduti, che potranno servire per determinare nuovi estimi, come ad esempio immobili non censiti o altri parametri tecnici degli immobili. Nonostante le varie novità e i vari procedimenti non siano ancora certi e bisognerà aspettare 5 anni prima di saperne di più, le aliquote Tasi saranno ridimensionate, diventando 1/3 di quelle attuali.

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Urbanistica

Cos’è il certificato di destinazione urbanistica

Con il termine certificato di destinazione urbanistica si intende un particolare documento rilasciato dagli uffici tecnici comunali in cui vengono indicate le indicazioni urbanistiche relative ad un determinato immobile o terreno.

Tale certificato è previsto dall’articolo 15 della Legge 183 del 12 novembre 2011.

Le indicazioni riportate nei certificati di destinazione urbanistica (CDU) sono ricavate dal Piano Urbanistico Comunale, dal Piano Regolatore generale e dalle cartine tecniche regionali.

All’interno del certificato sono indicati, oltre alla destinazione urbanistica, anche i dati relativi al fabbricato, terreno o immobile in questione. Tali dati afferiscono al foglio, alla particella catastale, all’indice di fabbricabilità, all’indice del dissesto dei versanti e all’indice di inondabilità. Per ottenere il certificato di destinazione urbanistica a Roma è necessario recarsi presso gli appositi uffici comunali o rivolgersi a professionisti. Se vuoi avere informazioni sul certificato di destinazione urbanistica, contattaci.

Il certificato di destinazione urbanistica è una sorta di carta di identità di un fabbricato o di un terreno e riporta tutte le informazioni relative alla tipologia e all’utilizzo che è possibile fare di un bene.

Si tratta di un documento ufficiale ed è fondamentale nelle compravendite immobiliari e nei compromessi d’acquisto. Rappresenta una garanzia per il compratore che può, così, avere chiare le potenzialità dell’immobile o del terreno che va ad acquistare. Gli atti notarili che hanno per oggetto la compravendita di un terreno devono riportare in allegato il certificato di destinazione urbanistica. In mancanza di CDU, l’atto viene considerato nullo.

Certificato di destinazione urbanistica: validità

I certificati di destinazione urbanistica hanno una validità di un anno dalla data del rilascio e fanno parte della categoria degli atti di certificazione che devono essere redatti da un pubblico ufficiale. Tali atti hanno carattere dichiarativo o certificativo di altri atti pubblici preesistenti.

Il certificato di destinazione urbanistica può anche essere oggetto di autocertificazione e deve essere rilasciato con la dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto dagli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Se tale dicitura non dovesse essere riportata, il certificato verrebbe considerato nullo.

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Urbanistica

Cosa significa CIL: Comunicazioni Inizio Lavori

Con il termine CIL, si intende la Comunicazione Inizio Lavori. Tale comunicazione va presentata al Comune di pertinenza in caso di interventi di manutenzione ordinaria di un appartamento o di uno stabile. La CIL è necessaria per tutti gli interventi cosiddetti di edilizia libera, ovvero:

  • manutenzione ordinaria
  • rifacimento pavimentazione
  • rivestimenti interni
  • adeguamenti degli impianti ad esclusione di quello elettrico

Dove va presentata la CIL?

La CIL deve essere presentata all’ufficio tecnico del Comune in cui è ubicato l’immobile, prima dell’inizio dei lavori e può essere presentata sia dal proprietario dell’immobile sia da un tecnico specializzato, come un geometra a Roma, che si occuperà anche di redigere tutta documentazione tecnica necessaria.

Chi prepara la Cil a Roma?

Sono considerati tecnici abilitati alla presentazione della CIL, gli ingegneri, gli architetti e i geometri. Per poter redigere la pratica, il tecnico deve essere regolarmente iscritto all’albo, deve possedere la partita Iva e rilasciare fattura per prestazione professionale. La fattura è importante ai fini delle detrazioni per la ristrutturazione edilizia e per ragioni fiscali.
In genere una pratica per la CIL viene redatta in pochi giorni.

Dove presentare la Cil a Roma?

La Cil va presentata all’ufficio tecnico del comune. I costi di presentazione dalla pratica dipendono da Comune a Comune.

Se ci si rivolge a un tecnico abilitato, allora, bisognerà calcolare anche il costo della sua parcella che può variare in base alle difficoltà del lavoro stesso ed a eventuali complicazioni determinate dall’immobile stesso.

Quando va presentata la CIL a Roma?

Presentare la Comunicazioni Inizio Lavori prima dell’inizio dei lavori è importante per evitare di incorrere in pesanti sanzioni pecuniarie e amministrative. La CIL può essere presentata anche durante i lavori pagando una piccola multa.

La CIL può essere presentata da chiunque ma è consigliabile rivolgersi ad un tecnico abilitato, per evitare dilungamenti burocratici.

Se vuoi sapere cosa è la CILA, leggi questo articolo

Se vuoi avere una consulenza per presentare una Cil, contatta il nostro studio geometra Roma

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Urbanistica

Perché si deve presentare la SCIA a Roma

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è stata introdotta in Italia con la legge 73 del 2010 e afferisce al campo dell’edilizia. Si tratta di una pratica amministrativa da presentare obbligatoriamente ogni qualvolta si debbano effettuare lavori di ristrutturazione di un immobile, qualsiasi sia la loro entità.

Quando fare la SCIA: esempi

  • Restauro e risanamento conservativo di un immobile
  • Interventi di manutenzione straordinaria che interessano strutture portanti, incremento dei parametri urbanistici e aumento delle unità immobiliari.
  • Interventi di ristrutturazione edilizia leggera come modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività non consente il cambiamento della destinazione d’uso.
  • Realizzazione di parcheggi a raso o pertinenziali.
  • Frazionamento immobili
  • Interventi di consolidamento degli edifici storici
  • Arredo urbano
  • Frazionamento immobili

Nel caso di piccoli lavori di manutenzione straordinaria all’interno di un appartamento, nel caso si voglia avviare un’affittacamere a Roma, come ad esempio lo spostamento di tramezzi, lavori di pavimentazione o di rifacimento del bagno non occorre presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, in questi casi è necessario produrre la CILA.

Se dovete effettuare dei lavori di ristrutturazione nella Capitale, ecco un piccolo vademecum su come presentare la SCIA a Roma. La Segnalazione Certificata di Inizio lavori deve essere presentata presso l’ufficio tecnico del Municipio di appartenenza. La presentazione deve essere corredata da tutti i documenti necessari per l’esecuzione dei lavori.

La Segnalazione Certificata di Inizio lavori deve essere presentata da un tecnico specializzato che avrà il compito di accertarsi della realizzabilità dell’intervento e auto certificare la presenza di tutti i presupposti di legge.

La Scia nel Comune di Roma va presentata nei seguenti casi specifici:

  • Manutenzione straordinaria su strutture portanti
  • Accertamento di Conformità
  • Restauro e Risanamento Conservativo
  • Parcheggi a raso
  • Parcheggi pertinenziali

Se dovete effettuare dei lavori di ristrutturazione queste sono le informazioni necessarie su quando fare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività e su come presentare la SCIA a Roma. Contattaci per saperne di più.

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aprire un attivita recettiva

Aprire un B&B a Roma

Vuoi aprire un B&B? Ecco cosa devi sapere! I Bed and Breakfast sono delle piccole strutture ricettive a conduzione familiare. Nei B&B sono forniti solo i servizi di pernottamento e colazione all’interno dell’abitazione del titolare. Non essendo delle attività imprenditoriali vere e proprie, i B&B non necessitano di partita Iva e possono essere aperti in poche semplici mosse.

Come aprire un B&B a Roma?

Come prima cosa, quando si vuole aprire un Bed and breakfast

– bisogna studiare a fondo la normativa nazionale in materia e la legge regionale pertinente. Ogni regione, infatti, basandosi sulla legge quadro nazionale si è dotata di una propria normativa specifica.

– Una volta stabilito di possedere tutti i requisiti richiesti dalla legge occorre presentare presso il Comune di residenza le certificazioni necessarie. Le certificazioni per aprire un B&B a Roma comprendono la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, fondamentale per l’apertura di qualsiasi attività produttiva.

Dopo la presentazione della SCIA è possibile avviare la propria attività di B&B in attesa dei controlli degli organi competenti. Sei interessato ad una consulenza per la Scia? Contattaci

Trattandosi di un’attività saltuaria, i Bed and Breakfast devono osservare un periodo di sospensione dell’attività di 60 giorni anche non continuativi. Come già detto per l’apertura di un B&B non è necessario avere una partita Iva, né l’iscrizione al registro delle Imprese.

Aprire un B&B: posizione fiscale 

I redditi prodotti da un B&B sono classificati nella dichiarazione dei redditi come “redditi diversi”. I gestori dell’attività ricettiva devono rilasciare la ricevuta fiscale ai propri clienti e registrare tutte le spese effettuate per la gestione del B&B.
La normativa per i B&B varia sensibilmente da regione a regione, ma, alcuni paragrafi sono comuni per tutti.

Requisiti per l’apertura di un B&B

I requisiti minimi per aprire un B&B a Roma sono: in primis la pulizia e il cambio di biancheria nelle stanze devono essere effettuati ogni cambio cliente, mentre i bagni vanno puliti ogni giorno.

L’immobile deve essere dotato di una polizza assicurativa di responsabilità civile ed è vietata la preparazione e la manipolazione degli alimenti. Si possono servire per colazione solo alimenti preconfezionati e riscaldati. Si devono prediligere i prodotti locali o biologici. E’ possibile avviare un’attività di B&B anche all’interno di un appartamento senza l’autorizzazione dell’assemblea condominiale a meno che non sia espressamente vietato dal regolamento condominiale

Queste sono solo alcuni dei requisiti per aprire un’attività ricettiva come un Bed & Breakfast. Per non incorrere in controlli fiscali, è sempre bene rivolgersi ad un esperto di pratiche per attività turistiche come questa.