Il 12 marzo 2014 è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la legge 23 riguardo la delega fiscale contenente linee guida per stilare la riforma del catasto. Rappresenta una novità attesa da numerosi proprietari d’immobili, la quale pone l’obiettivo di recuperare situazioni di sovrastima o sottostima sulle rendite catastali attuali, cercando di ottenere una perequazione fiscale nel settore immobiliare.
Tuttavia, i proprietari presentano alcuni dubbi e paure, poiché temono che possa essere un’ulteriore manovra per ottenere un aumento della pressione fiscale, incertezze non del tutto ingiustificate visti i diversi problemi riguardo le tassazioni su immobili nell’arco degli ultimi anni.
La riforma catastale dovrebbe essere identica per tutte le tipologie di immobili e potrebbe rappresentare una buona opportunità di ripresa per il nostro Paese, applicando questa delega in maniera intelligente cercando di pensare al futuro e non ai bisogni economici del momento.
La riforma del catasto potrebbe essere attuata tra cinque anni, accumulando tutti i dati catastali necessari al suo avvio, anche se grazie alle diverse strutture informatiche questi tempi potrebbero essere ridotti. Per rendere la riforma catastale più rapida si potrebbe pensare ad un’esecuzione graduale nel tempo, ovvero basata su degli step che consentiranno una maggiore precisione durante la fase d’impianto.
Oltre agli strumenti informatici e alla possibilità di attuare una modalità esecutiva graduale, è possibile adottare la realizzazione della riforma per stralci territoriali. Riassumendo, si potrà avere un’importante novità per le tipologie immobiliari speciali e ordinarie, basata sulla determinazione per ogni unità immobiliare sia per quanto riguarda il reddito annuale sia per quanto riguarda il valore patrimoniale.
La riforma del catasto e la rendita catastale a Roma
In merito a quanto scritto sopra, bisogna considerare che la rendita catastale a Roma è minore e differente dal canone di locazione lordo, considerato il fatto che è al netto riguardo delle spese di manutenzione. Altra novità importante riguarda la differente denominazione riguardo la categoria dell’immobile.
I proprietari verranno coinvolti nella revisione delle rendite, vigilando attivamente sulle pratiche catastali di cui verranno a conoscenza.
Anche i Comuni potranno movimentarsi, soprattutto per rendere disponibile all’Agenzia delle Entrate tutti i dati d’informazione territoriale da loro posseduti, che potranno servire per determinare nuovi estimi, come ad esempio immobili non censiti o altri parametri tecnici degli immobili. Nonostante le varie novità e i vari procedimenti non siano ancora certi e bisognerà aspettare 5 anni prima di saperne di più, le aliquote Tasi saranno ridimensionate, diventando 1/3 di quelle attuali.